News - Flash
LA LITURGIA DEL SUFFRAGIO
TRADIDI QUOD ET ACCEPI
di Maurizio Melis
novembre 2005

PREMESSA
In questi tempi di confusione e distruzione spirituale è necessario oggi più che mai aprire gli occhi sulle molte insidie che sono tese alla nostra coscienza di cristiani.
E da cristiani e uomini liberi dobbiamo guardare i segni del nostro tempo, senza false ingenuità e andando al di là di quello che questo mondo perverso e cattivo cerca di farci credere.
Solo con una azione efficace sarà possibile ristabilire la società cristiana, con il nostro unico Re e il suo regno sociale Gesù Cristo, e conoscendo le radici della persecuzione e della crisi che affliggono la società e la chiesa saremo in grado di colpire nel segno.

LIBERALE DALLE FAUCI DEL LEONE
Se l’anima diventasse giusta davanti a Dio per una esteriore imputazione dei meriti di Gesù Cristo non ci sarebbe che una sola alternativa: o li ha ed è salva o li non ha ed è perduta.
La chiesa, col suo fine senso delle realtà divine e con la intelligente percezione della dottrina cristiana tradizionale e perenne, che le anime buone si salvano. Al di là della vita presente, l’anima che vive nella grazia e nella carità è salva; quella che ostinata nella malizia e senza grazia e carità è perduta. Tra i due estremi dell’eterna salvezza e l’eterna perdizione ci sono le anime. Queste anime che sono state purificate dopo la morte possono essere aiutate dai suffragi della chiesa. Questa purificazione passiva alla quale sono sottomesse le anime sante che si trovano nel Purgatorio, dopo l’espiazione volano verso il cielo.
Quello che loro non possono fare, lo fa la chiesa che ancora combatte, offrendo a loro i suffragi, alla divina misericordia. I suffragi dei vivi giovano ai defunti a causa dell’unione nella carità e dell’intenzione che ha loro si indirizza.
Infatti la carità che è vita dell’anima, come l’anima e vita del corpo, non ha fine, “la carità non viene mai meno”, così pure i defunti sono vivi nella memoria dei sopraviventi e perciò l’intenzione di questi può rivolgersi a noi. “ I morti sopravvivono nella memoria dei vivi”. I suffragi dei vivi giovano ai defunti, in quanto sono uniti nella carità e secondo che l’intenzione dei vivi si volge ai morti. Alla carità appartiene principalmente il sacramento dell’Eucaristia, poiché è il sacramento dell’unione ecclesiastica e contiene colui nel quale tutta la chiesa è unita e consolidata, cioè il Nostro Unico Re Gesù Cristo.
Perciò l’eucaristia è sorgente di carità e vincolo che unisce.
Tra gli effetti della carità, principalmente e l’opera delle elemosine. Il sacrificio della messa che la chiesa celebra e le elemosine che i singoli fanno suffragano i defunti, in quanto la carità che li unisce a vantaggio e sollievo di questi. Queste sono le considerazioni che ci spiegano perché il sacrificio della messa, l’elemosine e la preghiera, sono gli aiuti principali che si danno ai defunti.

 

Ricordiamo i nostri morti in particolare quelli che ci furono più vicini e verso i quali più grande è il debito di riconoscenza, ma non dimentichiamo di abbracciare e raccogliere nel nostro cuore tutti i morti di ieri e oggi, cui pure siamo in Cristo uniti.

CONSIDERAZIONI E PENSIERI SOPRA LE SANTE MESSE DEL GIORNO DEI DEFUNTI DELLA LITURGIA TRADIZIONALE ANTICA

PRIMA MESSA
La vita è breve: in confronto all’eternità quasi non esiste, si può dire nella lunghezza della nostra vita non è niente, nell’importanza però è tutto, perché tutto quello che facciamo qui a un importanza per tutta l’eternità. Proviamo dunque a fare tutto bene e ha praticare tutte le virtù, perché questo determinerà la nostra eterna beatitudine. San Paolo dice nella lettura di questa messa che “ Lo stimolo della morte è il peccato” , viviamo bene e non né avremo paura, è “Iddio ci darà la vittoria tramite Nostro Signore Gesù Cristo”.

SECONDA MESSA
Nella lettura sentiamo che “e un pensiero santo di pregare per i nostri cari defunti, perché siano assolti dai loro peccati”, pregare e “offrire loro sacrificio”. Questo e verissimo per il riguardo al santa sacrificio della messa, Il Vero e Purissimo Sacrificio. Nell’offertorio sentiamo che la preghiera e il sacrificio possono liberare le anime dall’inferno, ciò vuol dire che al giudizio può fare la differenza tra l’inferno e il purgatorio per un anima onerata dal peso eventuale dei peccati. Abbiamo una grande responsabilità! Siamo noi che attraverso la messa le opere buone le indulgenze che guadagniamo possiamo salvare le anime per tutta l’eternità.

TERZA MESSA
Nel Vangelo di questa terza messa, il Nostro Adorabile Signore ci dice “ Qui manducat meam carnem et bibit meum sanguinem, habet vitam eternam: ego resuscitabo eum in novissimo die”.
Questa e una ragione per la quale possiamo essere sicuri che vivremo eternamente, nell’anima ma anche nel corpo, poiché la santa comunione e il vero pane di vita, anzi è la vita stessa.
Questa è anche la ragione che dobbiamo avere un gran rispetto per il nostro corpo e la nostra anima, che santificata dalla sua presenza. Lodato sia Nostro Signore che ci ha dato se stesso affinché possiamo vivere uniti a lui per sempre.

Maurizio Melis per il mese dedicato al ricordo dei nostri cari defunti
Novembre anno 2005

Comune di Aggius Via Pasquale Paoli, 39 - 07020 Aggius (OT) - Tel. 079.620339 - Fax. 079.620288 - e_mail: info@aggius.net

© Copyright Comune di Aggius 2001