PREMESSA
In
questi tempi di confusione e distruzione spirituale è necessario
oggi più che mai aprire gli occhi sulle molte insidie che
sono tese alla nostra coscienza di cristiani.
E da cristiani e uomini liberi dobbiamo guardare i segni del nostro
tempo, senza false ingenuità e andando al di là di
quello che questo mondo perverso e cattivo cerca di farci credere.
Solo con una azione efficace sarà possibile ristabilire la
società cristiana, con il nostro unico Re e il suo regno
sociale Gesù Cristo, e conoscendo le radici della persecuzione
e della crisi che affliggono la società e la chiesa saremo
in grado di colpire nel segno.
LIBERALE
DALLE FAUCI DEL LEONE
Se l’anima diventasse giusta davanti a Dio per una esteriore
imputazione dei meriti di Gesù Cristo non ci sarebbe che
una sola alternativa: o li ha ed è salva o li non ha ed è
perduta.
La chiesa, col suo fine senso delle realtà divine e con la
intelligente percezione della dottrina cristiana tradizionale e
perenne, che le anime buone si salvano. Al di là della vita
presente, l’anima che vive nella grazia e nella carità
è salva; quella che ostinata nella malizia e senza grazia
e carità è perduta. Tra i due estremi dell’eterna
salvezza e l’eterna perdizione ci sono le anime. Queste anime
che sono state purificate dopo la morte possono essere aiutate dai
suffragi della chiesa. Questa purificazione passiva alla quale sono
sottomesse le anime sante che si trovano nel Purgatorio, dopo l’espiazione
volano verso il cielo.
Quello che loro non possono fare, lo fa la chiesa che ancora combatte,
offrendo a loro i suffragi, alla divina misericordia. I suffragi
dei vivi giovano ai defunti a causa dell’unione nella carità
e dell’intenzione che ha loro si indirizza.
Infatti la carità che è vita dell’anima, come
l’anima e vita del corpo, non ha fine, “la carità
non viene mai meno”, così pure i defunti sono vivi
nella memoria dei sopraviventi e perciò l’intenzione
di questi può rivolgersi a noi. “ I morti sopravvivono
nella memoria dei vivi”. I suffragi dei vivi giovano ai defunti,
in quanto sono uniti nella carità e secondo che l’intenzione
dei vivi si volge ai morti. Alla carità appartiene principalmente
il sacramento dell’Eucaristia, poiché è il sacramento
dell’unione ecclesiastica e contiene colui nel quale tutta
la chiesa è unita e consolidata, cioè il Nostro Unico
Re Gesù Cristo.
Perciò l’eucaristia è sorgente di carità
e vincolo che unisce.
Tra gli effetti della carità, principalmente e l’opera
delle elemosine. Il sacrificio della messa che la chiesa celebra
e le elemosine che i singoli fanno suffragano i defunti, in quanto
la carità che li unisce a vantaggio e sollievo di questi.
Queste sono le considerazioni che ci spiegano perché il sacrificio
della messa, l’elemosine e la preghiera, sono gli aiuti principali
che si danno ai defunti.
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Ricordiamo
i nostri morti in particolare quelli che ci furono più vicini
e verso i quali più grande è il debito di riconoscenza,
ma non dimentichiamo di abbracciare e raccogliere nel nostro cuore
tutti i morti di ieri e oggi, cui pure siamo in Cristo uniti.
CONSIDERAZIONI E PENSIERI SOPRA LE SANTE MESSE DEL GIORNO
DEI DEFUNTI DELLA LITURGIA TRADIZIONALE ANTICA
PRIMA
MESSA
La vita è breve: in confronto all’eternità quasi
non esiste, si può dire nella lunghezza della nostra vita
non è niente, nell’importanza però è
tutto, perché tutto quello che facciamo qui a un importanza
per tutta l’eternità. Proviamo dunque a fare tutto
bene e ha praticare tutte le virtù, perché questo
determinerà la nostra eterna beatitudine. San Paolo dice
nella lettura di questa messa che “ Lo stimolo della morte
è il peccato” , viviamo bene e non né avremo
paura, è “Iddio ci darà la vittoria tramite
Nostro Signore Gesù Cristo”.
SECONDA
MESSA
Nella lettura sentiamo che “e un pensiero santo di pregare
per i nostri cari defunti, perché siano assolti dai loro
peccati”, pregare e “offrire loro sacrificio”.
Questo e verissimo per il riguardo al santa sacrificio della messa,
Il Vero e Purissimo Sacrificio. Nell’offertorio sentiamo che
la preghiera e il sacrificio possono liberare le anime dall’inferno,
ciò vuol dire che al giudizio può fare la differenza
tra l’inferno e il purgatorio per un anima onerata dal peso
eventuale dei peccati. Abbiamo una grande responsabilità!
Siamo noi che attraverso la messa le opere buone le indulgenze che
guadagniamo possiamo salvare le anime per tutta l’eternità.
TERZA
MESSA
Nel Vangelo di questa terza messa, il Nostro Adorabile Signore ci
dice “ Qui manducat meam carnem et bibit meum sanguinem, habet
vitam eternam: ego resuscitabo eum in novissimo die”.
Questa e una ragione per la quale possiamo essere sicuri che vivremo
eternamente, nell’anima ma anche nel corpo, poiché
la santa comunione e il vero pane di vita, anzi è la vita
stessa.
Questa è anche la ragione che dobbiamo avere un gran rispetto
per il nostro corpo e la nostra anima, che santificata dalla sua
presenza. Lodato sia Nostro Signore che ci ha dato se stesso affinché
possiamo vivere uniti a lui per sempre.
Maurizio
Melis per il mese dedicato al ricordo dei nostri cari defunti
Novembre
anno 2005
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