Col
termine Quaresima, che non è una parola dal suono antipatico
o cattivo; ma richiama ad un periodo di Austerità, di
rinuncia, di tristezza, una penitenza di quaranta giorni.
La quaresima come tempo di penitenza, ha segnato nei secoli
passati l’immaginario collettivo dei paesi di antica tradizione
cristiana. La parola d’ordine della quaresima, dovrebbe
essere, penitenza ed impegno, tempo di mobilitazione generale
per la vita cristiana, quindi : Dobbiamo impegnarci, nella preghiera,
nella formazione personale, nella testimonianza, nell’annunziare
il Vangelo, nella carità, nella solidarietà.
La Penitenza indica un cammino personale ed ecclesiale di conversione,
di pentimento e di riparazione da parte del cristiano peccatore.
Il richiamo di Gesù a questo proposito riguarda non tanto
le opere esteriori come digiuno, mortificazione, ma la conversione
interiore che esige una rottura con il peccato e la risoluzione
di cambiare vita sperando nella misericordia di Dio. Questa
penitenza si può esprimere in molti modi : La sacra scrittura,
i Padri che insistono sulle tre forme, del digiuno, della preghiera
e dell’elemosina. La Chiesa chiede al cristiano di vivere
la quaresima come tempo prezioso per la preparazione della Santa
Pasqua,Cardine dell’anno liturgico, secondo le parole
di San Paolo: “ Partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare
anche alla sua gloria (Rm. 8,17)” e ne indica (la chiesa)
l’aspetto battesimale e quello penitenziale. Ma oggi si
richiede, o si suggerisce per meglio dire, altre forme di digiuno
come, l’astensione dal fumo, dalla televisione, dal divertimento.
Come mai tutto questo in Quaresima ?
La quaresima che è il periodo di quaranta giorni, che
precede la festa della Pasqua. Infatti il tempo di quaresima
ha lo scopo di preparare la pasqua, come sta scritto nelle norme
generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e
del calendario (Messale Romano, p. LV). La quaresima riveste
un ruolo importante per i cristiani alla celebrazione della
Pasqua, poiché la pasqua, la Pasqua del Signore, l’evento
della passione, morte e risurrezione di Gesù, costituisce
il fatto determinante, centrale e risolutivo, su cui si fonda
tutta la fede di noi cristiani. Questo cammino comporta, cammino
spirituale, il riconoscimento dei propri peccati, del pentimento,
della conversione e dell’accoglienza del perdono di Dio,
una adeguata celebrazione del sacramento della penitenza, rifare
consapevolmente la propria adesione a Cristo e al suo Vangelo.
La quaresima è dunque “Tempo di Penitenza”,
intendendo questa parola nel suo senso di conversione, oppure
come tempo di penitenza-mortificazione ma sempre come invito
pratico alla conversione. Della conversione a cui fa appello
la quaresima nasce dalla fede in Gesù Cristo, crocifisso/risorto.
Alla base di tutto questo c’è la pasqua. Potremmo
dire che la quaresima è un invito a tutti i battezzati
a ripresentarsi cristiani. Essere cristiani significa, confessare
con la bocca che Gesù è il Signore, e credere
con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti (Rm. 10,9).
Questo è propriamente il Vangelo. Che cioè “
Cristo morì per i nostri peccati……, fu sepolto
ed è risuscitato il terzo giorno (1 Cor. 15,3-4).Facciamo
nostre le parole antiche e sempre vive di San Leone : “A
questi grandi misteri dovremmo avere tanta incessabile devozione
(DEVOTIO) e continua riverenza da rimanere sempre dinanzi a
Dio in quello stato in cui il giorno di Pasqua dovrebbe trovarci.
Mentre l’austerità si rilassa per la fragilità
della carne e la nostra preoccupazione si posa sui diversi affari
di questa vita, è inevitabile che anche le anime sinceramente
religiose, si macchino della polvere del mondo. Perciò
la divina provvidenza ha molto disposto, che, per riparare la
purezza dell’anima, avessimo la medicina di quaranta giorni
di esercizi, nei quali le pie opere potessero redimere le colpe
degli altri tempi e i casti digiuni farle sparire”. E
ancora l’apostolo ci dice:
“State sempre in assetto di battaglia, non abbiamo da
combattere contro la carne e il sangue, ma contro i principi
e le potestà, contro i padroni di questo mondo di tenebre,
contro gli spiriti maligni dell’aria”. “Siate
forti nella guerra, e combattete l’antico serpente e ricevete
il Regno Eterno.”
Termino ribadendo : Che all’abitudine che forse
abbiamo fin da bambini a sentire queste parole, la quaresima
è un invito a richiederci schiettamente, ciascuno a sé
stesso “ma io, ci credo davvero ?”. Bisogna
incominciare da qui, senza alibi, che in un modo o nell’altro
ci permettono di sfuggire, come aggirandola, all’ essenza
della questione.
Ma davvero crediamo che Gesù di Nazaret, crocifisso
a Gerusalemme sotto Ponzio Pilato è risorto da morte
?
Davvero crediamo che egli era il figlio di Dio ?
E allora come mai lo ascoltiamo così poco ?
Mentre
ad Aggius come veniva preparata e vissuta la santa quaresima
?
Si iniziava
con l’adorazione ed esposizione delle Sante XL ore, la
domenica di carnevale per terminare il martedì grasso.
Tutti si recavano a turno per l’adorazione al S.S.Sacramento,
anche i confratelli di Santa Croce e del S.S.Rosario facevano
l’alternanza per l’adorazione. La sera poi tutti
facevano festa nella piazza della chiesa concludendo il carnevale.
Quindi la quaresima era preparata con segni di penitenza, tutti
manifestavano il desiderio di un rinnovamento spirituale. Persino
gli strumenti musicali tacevano, quando alla mezzanotte del
martedì di carnevale erano sospesi i balli, neppure durante
il lavoro nei campi si cantava sino al Gloria del sabato santo.
Dal mercoledì delle ceneri tutti si facevano scrupolo
di partecipare alla predicazione trisettimanale, nel mandare
i ragazzi alla dottrina e nell’osservare l’astinenza
tutti i venerdì. Alcuni praticavano “Lu trapassu”
vale a dire il digiuno e l’astinenza totali, senza bere
una goccia d’acqua. Questo avveniva nel triduo sacro.
Dal mercoledì delle ceneri, il Crocefisso grande di Santa
Croce era issato al lato del presbiterio a cura dei confratelli
di Santa Croce. Anche ai tempi nostri si pratica quest’usanza
a cura del priore e dei confratelli di Santa Croce. La Via Crucis
era la devozione abituale delle donne che la percorrevano ginocchioni
attorno alle navate della chiesa. Tutte le funzioni erano più
o meno lunghe, eppure si ascoltavano stando in piedi. Con i
primi decreti di riforma liturgica e i tradizionali riti e funzioni
anche quelli della Settimana Santa dovettero cedere il posto
alle nuove cerimonie, in parte buone, ma per lo più dolorose
per la tradizione. Infine per chiudere questo ciclo di riforme,
con il concilio vaticano II° molte tradizioni secolari dovettero
essere soppresse, cancellate e distrutte, si tentò e
tuttora si tenta un accomandamento tra antico e riformato, senza
grande successo. Insisto ancora, conserviamo per quanto è
possibile, recuperiamo, le nostre sane e belle tradizioni.
Bisogna fare esempio, per quanto riguarda la Fede, come San
Tommaso Moro, uomini completi, uomini per tutte le ore, anzi
fedeli per tutte le Stagioni.
“NOVI ET AETERNI TESTAMENTI”
“Per la gloria della Santissima Trinità, per l’amore
di nostro Signore Gesù Cristo, per la devozione alla
Santissima Vergine Maria, per l’amore della Chiesa, per
l’amore del Papa, per l’amore dei Vescovi, dei sacerdoti,
di tutti i fedeli, per la salvezza del mondo, per la salvezza
delle anime, custodite, custodiamo questo testamento di Nostro
Signore Gesù Cristo”
Maurizio Melis
24.Febbraio.2006