AGGIUS.
Si rinnovano gli antichi Riti di "La Chita Santa",
ovvero le cerimonie religiose che evocano la passione, la morte
e la ressurrezione di Gesù Cristo. Il loro svolgimento ad
Aggius, a differenza degli altri centri della gallura, vecchi e
nuovi dovetutto viene riproposto in termini revivalistici, è
ancora quello originario delle sacre rappresentazioni medievali,
forme spettacolari studiate dalla chiesa con sapiente regia e grande
coinvolgimento per spiegare e far conoscere le ultime fasi della
vita terrena di Cristo, culmnate poi nella sua resurrezione. Animatori
di questi riti continuano ad essere i membrei delle antiche Confraternite
di Santa Croce e del Rosario. Con i loro sai bianchi, le loro insegne
e il loro salmodiare all'interno delle chiese o lungo le processioni
attravberso le viuzze del vecchio abitato fanno rivivere le ultime
vicende della vita di Cristo. Daranno man forte a "li cunfrati"
i cori operanti in paese. I quali sottolineeranno con cantoi della
tradizione i momenti salienti delle cerimonie sacre. Iniziati domenica
con la processione e la benedizione delle Palme e ramoscelli di
ulivo, avranno come sempre il momento più suggestivo della
giornata del Venerdì Santo con la visita, in processione
con i simulacri del Cristo in croce e dell'Addolorata, ai sepolcri
allestiti in diverse chiese del paese e quindi nella deposizione
dalla croce - "Lu Sgraamentu" - del Cristo morto. I canti
di circostanza saranno lo Stabat Mater, il Miserere e il Tibi. Va
da sè che la suggestione si rafforza se lo svolgimento dei
riti all'esterno delle chiese codrà del favore delle ombre
della sera e diminuirà se brilla ancora il giorno. Altro
momento importante sarà nella mattinata di Pasqua l'incontro
tra il Cristo Risorto e la Madrea Maria celebrato con tradizionale
e felicitante canto del Regina Coeli dei cori e accompagnato dalla
Banda.