Aggius. "Ho 72 anni, sono un allevatore, e voglio parlare di
n incendio: quello che ha distrutto la mia proprietà e la
stalla di 28 metri. L'incendio di enormi dimensioni che il 17 luglio
2005 ha devastato la Valle della Luna, che i turisti si fermano
ad ammirare e che per noi è casa nostra. La Valle della Luna
è la mia madre terra. Sono nato li, e li nascono i miei vitelli,
le capre e gli altri animali della mia azienda. La mia vita".
Comincia cosi la lettera di Mario Bianco, uno degli allevatori alle
prese con le conseguenzedell'incendio che, partito da un palo-cabina
dell'ENEL malfunzionante, l'estate scorsa ha percorso un vasto tratto
del territorio aggese. "Dal quel 17 luglio tutto è cambiato
- racconta Mario Bianco -, prima dell'incendio, ero solo e felice.
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Dopo
tutto questo sono ancora solo ma infelice. Nella mia stalla c'erano
il foraggio, la biada ed altro e non ho potuto salvare niente. Tutto
è andato in fumo: Quest'inverno, senza la stalla, i vitelli
muoiono per il freddo. Anzi, nascono morti. Dico queste cose e lancio
un grido d'aiuto anche a nome di altri proprietari-allevatori. Risultano
distrutti 33 chilometri di recinzioni su 500 ettari di terreno incendiato.
L'autorità è matrigna, non ci permette neanche di ricostruire
gli ovili e le stalle incendiate. Ma quando tutto sarà finalmente
e burocraticamente sistemato, dall'altra tutto sarà ormai perso.
Sarà persa soprattutto la fiducia negli organi dello Stato
e della Regione. I quali dovrebbero essere i primi a soccorrere e
prevenire. Fino ad oggi invece nessuno ci ha aiutato. Soltanto promesse". |