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AGGIUS. UNA NUOVA CROCE SUI MONTI
di Tonio Biosa
Articolo pubblicato su "La Nuova Sardegna" di Sabato 8 ottobre 2005
Aggius. Nuova croce sulla cima del monte che sovrasta il paese e lo identifica fra i picchi che formano il celebre "Resegone". E' stata sistemata l'altro giorno in occasione dei festeggiamenti in onore dei santi patroni, in sostituzione della vecchia ormai deterioratasi nel corso di secoli di permanenza. Una roce in ferro infatti ha dominato la vetta del monte omonimo quantomeno dalla fine dell'ottocento. Era stata collocata in onore delle predicazioni dei missionari inviati ad Aggius nel'intento di calmare le turbolenze di una popolazione che mal sopportava imposizioni inique di governanti adusi a presentarsi nelle vesti di gendarmi ed esattori. La croce avrebbe avuto la funzione di scacciare il diavolo che animava l'azione degli aggesi. Narra infatti la leggenda che il maligno, affacciandosi nelle notti di tregenda al rullo sordo di un masso traballante - "lu tamburu mannu" e all'urlo "Agghj meu. Agghj meu, candu sarà la di chi tizzagghju a pultà i buleu" - minacciase di portar via in un turbine di tempesta il paese. Ne di diverso tenore risultavano in quel momento storico le minacce contenute nei pregoni dei vicerè di Sardegna.
 

"Contro quella sciagurata gente si usi ogni mezzo" ordinava il Conte di Moriana. di qui la minaccia di "schiantar via il borgo e di disperderne la popolazione fra i villaggi dell'isola". Buon senso volle che ai pregoni non fece seguito l'esecutività. Sulla prima collocazione della croce che domina l'antico borgo gallurese non esiste una data certa. Enrico Costa, dal romanzo "Il muto di Gallura" incentrato sulla faida fra le famiglie dei Vasa e dei Mamia che mietè una settantina di morti ammazzati, la colloca genericamente nell'ambito delle predicazioni tenute ad Aggius dal francescano Martino Achena di Ozieri. Alla prima, altre croci in legno o in ferro, fecero seguito. Dal 4 ottobre 2005 una nuova svetta sul "Monti di la Cruzi". Benedetta nell'antica chiesetta della Madonna "d'Itria", portata a spalle dal parroco don Piero Scano, dal sindaco Francesco Muntoni e da altri aggesi, è stata condotta in corteo fino ai piedi del monte. Di quì è stata portata sulla cima dai Vigili del Fuoco di Tempio.

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