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Aggius.
Nuova croce sulla cima del monte che sovrasta il paese e lo identifica
fra i picchi che formano il celebre "Resegone".
E' stata sistemata l'altro giorno in occasione dei festeggiamenti
in onore dei santi patroni, in sostituzione della vecchia ormai deterioratasi
nel corso di secoli di permanenza. Una roce in ferro infatti ha dominato
la vetta del monte omonimo quantomeno dalla fine dell'ottocento. Era
stata collocata in onore delle predicazioni dei missionari inviati
ad Aggius nel'intento di calmare le turbolenze di una popolazione
che mal sopportava imposizioni inique di governanti adusi a presentarsi
nelle vesti di gendarmi ed esattori. La croce avrebbe avuto la funzione
di scacciare il diavolo che animava l'azione degli aggesi. Narra infatti
la leggenda che il maligno, affacciandosi nelle notti di tregenda
al rullo sordo di un masso traballante - "lu tamburu
mannu" e all'urlo "Agghj meu.
Agghj meu, candu sarà la di chi tizzagghju a pultà i
buleu" - minacciase di portar via in un turbine
di tempesta il paese. Ne di diverso tenore risultavano in quel momento
storico le minacce contenute nei pregoni dei vicerè di Sardegna.
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"Contro quella sciagurata gente si usi ogni mezzo" ordinava
il Conte di Moriana. di qui la minaccia di "schiantar via
il borgo e di disperderne la popolazione fra i villaggi dell'isola".
Buon senso volle che ai pregoni non fece seguito l'esecutività.
Sulla prima collocazione della croce che domina l'antico borgo gallurese
non esiste una data certa. Enrico Costa, dal romanzo "Il
muto di Gallura" incentrato sulla faida fra le
famiglie dei Vasa e dei Mamia che mietè una settantina di
morti ammazzati, la colloca genericamente nell'ambito delle predicazioni
tenute ad Aggius dal francescano Martino Achena di Ozieri. Alla
prima, altre croci in legno o in ferro, fecero seguito. Dal 4 ottobre
2005 una nuova svetta sul "Monti di la Cruzi".
Benedetta nell'antica chiesetta della Madonna "d'Itria",
portata a spalle dal parroco don Piero Scano, dal sindaco Francesco
Muntoni e da altri aggesi, è stata condotta in corteo fino
ai piedi del monte. Di quì è stata portata sulla cima
dai Vigili del Fuoco di Tempio.
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