T.C.I.
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AGGIUS 1939
Venticinque anni della SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO nella relazione di "Cicciu" Muntoni.
UNITI CONTRO LA MISERIA
di Andrea Muzzeddu - Fotoriproduzioni Gianni Fenu
 
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Erano cresciuti insieme in un paese che aveva la straordinaria tradizione di vivere, al proprio interno, come una grande famiglia patriarcale, con abitudini sociali radicate, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. L’anziano e il bambino, il giovane e l’adulto, al di la’ dei vincoli di sangue, erano un tutt’uno sul quale il paese poteva, e doveva, contare per far fronte alle diverse calamita’ naturali, o umane, che potevano capitare. Le stesse lotte intestine, spesso originate da questioni di confine (provocate dalla chiusura degli spazi comunitari per effetto della Legge sulle Chiudendole), che hanno provocato dolorosa disaministai, erano vissute da tutti con grande angoscia interiore. Non tanto per la paura di essere coinvolti nella faida, quanto perche’ vedevano in essa il virus della distruzione sociale. Per questo li rasgjunanti (i saggi) si adoperavano   continuamente per la composizione dell’offesa e quando vi riuscivano era festa grande per la comunita’. Tutto il paese testimoniava la ricompattazione10. Stando cosi’ le cose e’ ovvio che ad Aggius, all’interno della stessa Societa’ di Mutuo Soccorso, ci fossero i gerarchi di regime e i socialisti incalliti, atei e cattolici ferventi. La scelta ideologica, in una comunita’ del genere, era obbligata a restare all’interno del proprio io. Dalla persona poteva solo evidenziarsi l’aspetto sociale, quello comunitario riferito all’aiuto reciproco e alla solidarieta’. Questa, per certi versi, era una situazione anomala che si scosta non poco dal resto della storia nazionale. Francesco Muntoni era socialista. Sullo sviluppo degli avvenimenti politici, dettati dall’istrionismo mussoliniano, era solito portare in pubblico l’articolo scritto dal Duce sull’Avanti, quando questi, prima di essere il capo dei fascisti, era un "compagno rivoluzionario". Sull’articolo, ovviamente, si trova scritto l’opposto del provvedimento adottato in quel momento dal Capo del Governo. Cio’ infastidiva i gerarchi locali ma non impediva loro (o almeno alcuni di loro, come lo stesso maresciallo della Regia Arma dei Carabinieri) di avvertirlo, in vicinanza di manifestazioni fasciste di una certa importanza, per evitare il fermo carcerario. Lui, allora, andava in esilio nello stazzo di Alinetu  (Comune di Bortigiadas), o a lu Sassu  (Comune di Perfugas), ospite di parenti. .Francesco ricorda ai presenti i tanti impegni assunti dalla societa’ da lui presieduta. Ringrazia i donatori, inseriti per questo nell’elenco dei "soci benemeriti" per i contenuti economici elargiti a favore dell’associazione e rammenta a tutti il rigore morale e finanziario mantenuto, dalla sua persona e dai membri dei diversi consigli sociali, nella gestione del sodalizio. "Nell’erogazione dei fondi sociali" puntualizza, giustificando cosi’ anche le decisioni impopolari che, a volte, hanno dovuto assumere gli organi competenti, "l’amministrazione si e’ attenuta alla piu’ rigida economica spendendo, eccettuati pochi capi, in meno delle somme stanziate nei bilanci preventivi e chiudendo tutti gli esercizi in avanzo, fatta eccezione per il 1929, nel quale si e’ verificato il disavanzo di £. 3293,30, dovuto alle spese per la ricostruzione del locale." La costruzione della sede sociale era divenuta ormai una cosa prioritaria. L’affitto  della casa adibita a sede sociale era divenuta ormai una cosa prioritaria. L’affitto della casa adibita a sede sociale era diventato troppo esoso. Nell’arco di un decennio il canone era aumentato del 300%. Data la situazione che non prospettava nessuna possibilita’ di miglioramento, si decise per l’acquisto, o la costruzione, della sede. Nella riunione del 1° Gennaio 1929, il Consiglio d’Amministrazione, da’ mandato al Presidente perche’ si interessi dei caseggiati in vendita e, qualora nessuno corrispondesse alle esigenze dell’associazione, di trattare col sindaco per l’area disponibile in Via Gallura, e con i germani Stangoni per consentire di collegare la Sede al loro fabbricato. La copertura economica, almeno nella fase iniziale, fu garantita dal fondo cassa del 1929 dal quale, nell’approvazione del bilancio preventivo dello stesso anno, furono stornate £.5.000. Il resto fu garantito con giornate di lavoro, svolte direttamente dai soci, o con offerte straordinarie in denaro. Il Presidente mise a disposizione £. 25. Il corrispondente di dieci giorni di paga per un muratore. "Vi ho succintamente esposto l’azione svolta nel venticinquennio ieri terminato"  disse concludendo il suo intervento. "Oggi si inizia il 25ennio, e la vostra benevolenza ha voluto confermarmi per il primo anno alla direzione del sodalizio. Vi esprimo il mio sincero ringraziamento per la fiducia costantemente dimostratami……ma saro’ lietissimo il giorno che mi sostituirete con giovani elementi che, con quell’entusiasmo giovanile che gli anziani non possono piu’ avere, melio di me potranno dare impulso alle attivita’ sociali…" Ma perche’ questo accada si dovra’ attendere gli ultimi anni della sua onorata esistenza.
 
Foto1: Aggius 1960. Il funerale di Francesco Muntoni, il presidente della Societa' di Mutuo Soccorso. Da sinistra a destra: la comunita' dietro la bara e i confratelli che la precedono. La banda misicale della societa' seguita dai giovani con le corone dei fiori e preceduta dai soci, col distintivo al petto, che aprono il corteo funebre, come prescritto dal loro regolamento.
Foto2: Compagnia "La Solidale", soci fondatori della Societa' di Mutuo Soccorso,
sono riconoscibili: al posto di guida, Angelo Addis (Santu), in piedi con il mandolino, Sebastiano Pisanu, sulla sponda con lo strumento musicale: Pietro Cassoni (Pitreddu) e Luca Pisano di Ciccittu.
 
10-  Per avere un’idea delle turbolenze verificatesi nel comune di Aggius si rimanda a : “Dalla realta’ al mito” di Andrea Muzzeddu, in Almanacco Gallurese 1995/96 (Rivista Annuale a cura di Giovanni Gelsomino) Ediz. Chiarella-SS pp. 100/112. Se si desidera avere una panoramica estesa a tutta la Sardegna si consiglia la visione degli 8 volumi precedenti questa edizione, pubblicati dal 1992 al 2000.
 
FONDAZIONE DELLA SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO ED ELENCO DEI SOCI
Il giorno 9 del mese di novembre dell’anno 1913, si riuniscono, in una cantina, alcuni giovani di Aggius per completare lo Statuto della Societa’ del Mutuo Soccorso. Sette brevi articoli, Il 31 Dicembre dello stesso anno i soci si riuniscono in assemblea. Approvano lo Statuto ed il Regolamento, quest’ultimo comprende 59 articoli. I due documenti sono sottoscritti dai 60 soci fondatori, secondo l’ordine di attribuzione delle cariche:

Presidente:
Francesco Muntoni;
Vice Presidente:
Pietro Muzzeddu;
Segretario:
Pietro Paolo Sanna;
Membri del Consiglio Direttivo:
Deiana Gio. Maria, Pirodda Giovanni Maria, Cannas Salvatore Andrea, Sanna Gio’ Battista, Carta Antonio e Deiana Sebastiano.
Soci effettivi (qui trascritti in ordine alfabetico):
Addis Angelo, Addis Giov.Andrea, Addis Giuseppe, Addis Michele Andrea, Biancareddu Giuseppe, Biancareddu Matteo, Biosa Salvatore fu Giov., Biosa Salvatore Leonardo, Cannas Andrea, Cannas Andrea Simone, Cannas Giovanni , Cannas Pietro, Cannas Salvatore Andrea, Carta Antonio, Carta Lorenzo, Cassoni Andrea, Carrusci Pietro, Deiana Gio.Maria, Deiana Sebastiano, Leoni Angelo, Leoni Giorgio,  Lepori Gio. Battista,  Lepori Giov. Maria, Leoni Giovanni, Mantinesu Andrea, Malu Gio.Antonio, Muntoni Gio.Battista, Muzzeddu Giovanni, Muzzeddu Gio. Battista, Muzzeddu Francesco, Muzzeddu Gio. Martino, Muzzeddu Pietro, Muzzeddu Pietro grande, Ortu Demetrio Francesco, Peru Antonio fu G.A., Peru Giov. Maria, Peru Simone, Peru-Cannas Serafino di Francesco, Peru-Serra Giuseppe Andrea di Antonio, Pirodda Francesco, Pisano Antonio, Sanna Angelo di Pietro, Sanna Antonio, Sanna Gio.Battista, Sanna Pietro Paolo di Pietro, Sassu Giacomo, Sechi Andrea, Sechi Giuseppe Andrea, Serra Pietro, Serreri Giovanni, Spezzigu Giovanni Battista.
Il 1°Gennaio 1914 la Soc. di Mutuo Soccorso inizia la sua attivita’ che prosegue ancora oggi.
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