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di
Andrea Muzzeddu -
Fotoriproduzioni Gianni Fenu
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di meno fu la spesa sostenuta per l'informazione continua: dopo l'abbonamento
al quotidiano La Nuova Sardegna, sottoscritto nel 1918, proseguito
con L'isola, dopo la soppressione del giornale da parte del regime
fascista, si sono aggiunti, il trimestrale I Campi e la rivista Sardegna
Avanti, nel 1919, L'Almanacco Italiano, nel 1920, e la Domenica del
Corriere nel '26 e, per concludere, la radio , acquistata nel 1931.
"Ogni
qual volta se ne presento’ l’occasione gli organizzatori preposti
a tale compito non mancarono di espletare la loro azione nella tutela
dei diritti dei soci …"
disse ancora Muntoni scandendo ben bene le parole. La prima
meta’ del XIX secolo registro’ una crescente riflessione sulla condizione
operaia e sui guasti sociali provocati dalla nuova economia e con
seguente sviluppo del mercato.
Iniziarono le campagne di sensibilizzazione contro il lavoro
disumano, lo sfruttamento dei bambini e una
maggiore attenzione per la condizione operaia5.
I lavoratori, organizzati in movimenti politici, cooperative e leghe
acquistarono una notevole forza contrattuale e, nella prima meta’
del 900, iniziarono a svilupparsi tanto la legislazione sul lavoro,
quanto l’organizzazione dello stato sociale. ![]() "Appena entrata in vigore sull’assicurazione invalidita’ e vecchiaia, si delibero’ l’inscrizione collettiva dei soci all’assicurazione facoltativa". Prosegui’ zio Cicciu, mentre i soci sottolineavano con un applauso le affermazioni che si riferivano ai miglioramenti raggiunti, "cio’ si fece nell’intento di incitare i soci a versare anche contributi personali per poter conseguire una discreta pensione". E’ difficile indicare con esattezza quale misura l’opera associativa dei lavoratori influi’ su quella del governo; certamente essa ebbe un peso sulla formazione dello spirito della categoria, sullo sviluppo dei mezzi di lotta, sull’identificazione degli obiettivi da raggiungere e, quindi, anche sulle richieste che dovevano giungere al governo da parte dei loro rappresentati al parlamento. Il governo, sin dal 1880, sia pur con lentezza, dovette piegarsi, almeno in parte, alle esigenze operaie che chiedevano maggiore attenzione alla loro condizione dell’orario di lavoro6. L’aumento del salario, l’impedimento dello sfruttamento dei bambini nelle miniere, nelle fabbriche o nelle campagne, l’obbligo dell’istruzione elementare e le scuole serali per i lavoratori e gli adulti…. "Dal 1920 al 1938 la Societa’ ha versato, per l’assicurazione, la somma di £. 12.854". L’idea del Welfare State, nata nell’ambito del socialismo, inizia ad imporsi negli stati industrializzati subito dopo la prima guerra mondiale. I veri grandi interventi contro la poverta’ e la disoccupazione furono pero’ realizzati, negli anni Trenta, negli Usa da Franklin D. Roosvelt, che promosse un programma d’interventi sociali noto come New Deal7. Subito dopo fu la volta della Gran Bretagna che, sotto l’azione del governo laburista, elaboro’ un piano di sicurezza sociale, successivamente, preso ad esempio dagli altri grandi stati europei. "L’amministrazione sociale, attenendosi al preciso disposto dell’Art. 17 del Regolamento, ha sempre corrisposto il sussidio ai soci ammalati che lo hanno richiesto: non ha potuto, per quanto ne avesse la volonta’, stabilirlo in misura piu’ alta non avendoglielo consentito la situazione finanziaria, data la esiguita’ delle quote mensili che costituiscono il maggiore cespite d’entrata". Gli anni tra le guerre mondiali furono anni difficili. L’industrializzazione nazionale, che cresceva lentamente, fu definitivamente bloccata con l’avventura dell’Abissinia e il conseguente blocco commerciale. L’autarchia fece, per un lungo periodo, segnare il passo alla produzione industriale. Dopo la crisi del 29, il "fai da te" del 35 fu fatale all’economia nazionale9. Il secondo conflitto mondiale, infine, dette il colpo di grazia. Fu il periodo della grande emigrazione. Milioni d’italiani cercarono miglior fortuna in altri Stati. Per la comunita’ di Aggius furono anni di miseria. La Societa’ di Mutuo Soccorso dovette affrontare diverse situazioni di emergenza, come la necessita’ di concedere dei sussidi straordinari a Giuseppe Addis, perche’ essendo "privo di mezzi" come dichiarava lui stesso nella domanda, “non riusciva piu’ a far fronte al sostentamento della famiglia”. Il giorno appresso, ziu Cicciu, riunita la commissione, firmava l’autorizzazione per il "contributo straordinario di £. 15". Piu’ disperata la condizione di Antonio Serra al quale, la Societa’, concedette un "contributo di £.30" perche’ "sono infermi la sorella e la madre, cieco il padre e incapace di lavoro lo zio Serra Comita". Furono tanti e tali le situazioni di disagio che, per l’assistenza e l’invalidita’ di malattia, "dal 1914 al 1938", la Societa’ di Mutuo Socorso ha preso "£.6464,65 (un patrimonio, basta pensare che con molto meno si poteva acquistare unu stazzu mannu – un’azienda agro – pastorale di grande estensione), oltre i sussidi straordinari accordati per gli scopi di cui all’Art. 19 del Regolamento"9. Le cooperative e le leghe dei lavoratori iniziarono, fin dai primi anni del XX Secolo, a far sentire la loro voce e fra le tante richieste, non sempre accolte dal potere centrale, riuscirono ad organizzare forme di sussistenza alimentare attraverso consorzi di spacci popolari. Uno fu istituito ad Aggius e Ziu Cicciu lo ricorda all’assemblea riunita perche’ quell’avvenimento, al pari di altri, si rivelo’ utile per far fronte alle diverse esigenze dei lavoratori locali. "Un altro degli scopi della Societa’ (e’ stato) l’acquisto di merce per rivenderla, a prezzi miti, ai suoi componenti. Sin dal 1914 si istitui’ lo spaccio sociale cooperativo, che funziono’ discretamente per diversi anni, con vantaggio non indifferente per le famiglie degli associati". In proposito e’ bene ricordare che, dal 1914 a tutto il 1938, si sono iscritti 243 capi famiglia, di questi 3 si sono dimessi e 92, per motivi vari, sono stati radiati. "Altra opera di rilievo" continua a rievocare Francesco Muntoni, proseguendo la sua relazione con intensa partecipazione emotiva "e’ stata l’adesione della Societa’ al dopolavoro, nobile e bella istituzione per l’educazione e ricreazione dei lavoratori, effettuata nell’anno 1930…" Erano, quelli, gli anni della "concorrenza" tra le diverse forme associative: L’Associazione Cattolica, il Mutuo Soccorso e la Gioventu’ Fascista. L’organizzazione totalitaria del Partito Fascista, consolidatosi al potere anche grazie al consenso popolare ottenuto dopo la firma dei Patti Lateranesi, impose la sua visione sociale e imbavaglio’, subito dopo, le organizzazioni cattoliche e costrinse alla quasi totale chiusura le Societa’ di Mutuo Soccorso. Negli anni bui della democrazia nazionale, in Sardegna, solo due sezioni di Mutuo Soccorso resistettero all’oscurantismo fascista: Aggius e Oristano. |
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| Foto1: Francesco Muntoni 1914 | ||||||||||
5-
Per saperne di piu’ si veda; J.F.Bergier, La borghesia industriale e l’ascesa del proletariato, in Storia Economica
d’Europa, vol. III To. Utet – 1980; B. Dongiovanni, Socialismo
utopico e genesi del marxismo, in La Storia, vol. VII, To. Utet
– 1988; F.Fonzi, Icattolici italiani dopo l’unita’, Roma, Studium – 1977. 6- Per un ulteriore approfondimentto si rinvia a : La questione sociale, raccolta antologica cura di D. Veneruso, To. SEI – 1972; G. Carocci, Giolitti e l’eta’ giolittiana, To. SEI. – 1965; G. De Rosa, Storia del movimento cattolico in Italia. Dalla Restaurazione all’eta’ giolittiana, Ba. Laterza – 1966; I. Wallerstein, Il sistema mondiale dell’economia moderna, Bo. Il Mulino, 1978. 7- Sulla New Deal e F.D. Roosevelt Cfr.: W.E. Leuchtenburg, Roosevelt e il New Deal, Ba. Laterza – 1968. A. Schlesinger, L’eta’ di Roosevelt, Bo. Il Mulino – 1965. 8- In merito si veda: V.Astronomo, L’industria italiana dall’Ottocento ad oggi, Mi. Mondadori – 1980; N.Kogan, L’Italia del dopoguerra, Storia politica dal 1945 al 1966. Ba. Laterza – 1978. 9- Nell’Articolo 19 si legge; “L’associazione puo’ acquistare della merce per rivenderla a prezzi miti esclusivamente agli associati….”. Da GM/AP. |
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