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| di
Maurizio Melis
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4
Marzo 2008
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| La
Settimana più importante e più sacra e quella “santa”.
Essa è ricca di riti particolari, momenti di suggestiva spiritualità,
che dovrebbero conoscere e capire ogni cristiano.
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IL
VENERDI SANTO: Questo giorno è consacrato alla memoria
della Passione, Crocifissione e Morte del nostro Divin Salvatore
Gesù Cristo. L’officiatura e solenne e lugubre. Il
celebrante indossava i paramenti neri in segno di gran lutto ( ora
si indossano paramenti rossi). Giunto all’altare, si prostra
disteso a terra per breve tempo, poi inizia la funzione, letture
o lezioni, canto della passione e, le solenni orazioni. Dopo di
che il celebrante scopre il crocifisso, presentandolo al popolo,
lo scopre in tre tempi, cantando per tre volte : “Ecce Lignum
Crucis ( ecco il legno della croce)” e il popolo risponde
“ Venite ad oremus (venite adoriamo)”. Il celebrante
lo depone in terra, il crocefisso, si prostra in adorazione, e bacia
il crocefisso. I fedeli uno dopo l’altro, vanno a baciare
il crocefisso; il coro intanto intona gli Improperi, per tutta la
durata. Terminata l’adorazione, si va processionalmente a
prendere il SS. Sacramento, consacrato il giorno prima, siamo nella
messa dei presantificati, e si porta all’altare dove si celebra
la funzione. Il celebrante compie alcune cerimonie della messa,
ma senza consacrare, si comunica e comunica i fedeli. Perciò
questa funzione si chiama “Messa dei Presantificati”,
cioè con le ostie santificate, ossia consacrate, il giorno
prima. Terminata la funzione, subito di seguito, esce la tradizionale
processione e visita ai sepolcri, con le confraternite di Santa
Croce e del SS. Rosario e cori tradizionali, con i canti del Miserere
Solenne e professionale e Stabat Mater, al rientro in chiesa parrocchiale,
predica della deposizione e “Sgraamentu” discendimento
di Gesù dalla Croce, col canto del “Tibi Soli Peccavi”.
Preghiere al sepolcro. |
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Veronica
asciuga il volto di Gesù: I carnefici ai colpi hanno
aggiunto gli insulti, ed hanno mescolato i loro sputi immondi al sudore,
al sangue, ed alla polvere che già sfiguravano il volto del
divin Salvatore. Veronica lo incontra, e non potendo resistere a vederlo
in quello in quello stato, spinta dal suo amore per Gesù, apre,
fende, la coorte dei soldati che lo circondano, ed applica un bianco
lino sulla faccia adorabile di Gesù, che rimane impressa chiaramente
nel suo candido velo. Come allora i carnefici, così gli empi,
i bestemmiatori anche oggi lanciano oltraggio contro Gesù.
Non ci saranno più anime generose che vogliono lavare questo
affronto?
Sventurato quel secolo, che non ha più delle veroniche per riparare col sacrificio e con l’amore le bestemmie degli altri. Anime pie, che vedete Gesù offeso, non lasciatevi trattenere dagli scherni e dall’odio degli empi, offritegli l’omaggio della vostra pietà e questo Divin Salvatore in ricambio imprimerà la sua immagine nel vostro cuore, come sul lino della veronica, rendendovi sempre simili a lui. Questa sarà la vostra prima ricompensa, in attesa di quella che egli vi riserberà in cielo. “Vos estis qui permansistis mecum in tentationibus meis, et ego dispono vobis sicut disposuit mihi meus regnum” (Luc. XXII, 29). Voi siete qui insistenti con me nelle mia tentazione, e io rimetto ha voi come il padre mio a disposto per me. Esortazione
finale: Ricordiamoci dunque della morte del nostro Dio, ed,
a questo fine, esponiamo un crocefisso in tutte le nostre case, anzi
in ogni camera delle nostre case. Portatelo tutti, preghiamo tutte
le mattine e tutte le sere davanti al crocefisso, quando siamo tentati,
baciamolo con fede, e ripetiamo: “ Gesù mio Misericordia
! “.
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