DALLA
MESSA.
La benedizione delle candele e la processione il colore viola e
“ L’exsurge”, come nelle rogazioni, ci fanno impressione.
Come Simeone, noi tendiamo le braccia per ricevere il figlio di
Dio (intr. Grad.). Nella messa (dei catec.) incontriamo la parola
dell’uomo e la parola di Dio. Nel sacrificio, il pane dell’uomo
è il pane di Dio. L’epistola, del profeta Malachia,
dice che Cristo apparirà nel tempio, e nel vangelo vediamo
avverarsi la profezia, essa si compie nel modo più alto nel
S. Sacrificio, allorché il dominatore messaggero dell’alleanza
apparirà sull’altare. Gesù viene come Re della
nuova luce, risplendente, che nessun occhio mortale può fissarsi
in lui. All’offertorio andiamo all’altare con maria,
che offre le tortorelle, e il figlio di Dio; nella comunione possiamo
rassomigliarci al vecchio Simeone, che potè vedere l’unto
del signore. La casa di Dio è oggi il tempio di Gerusalemme,
dove Cristo appare nel sacrificio.
PENSIERI SULLA FESTA.
Oggi si sono adempite le predizioni dei profeti, che annunziarono
che il tempio di Gerusalemme avrebbe avuto il grande onore di vedervi
apparire e rivelarsi il Salvatore. Questo pensiero domina la maggior
parte della messa. Oggi nel tempio, e presentato e offerto al padre,
secondo la legge. Paragonando la vita del Salvatore Gesù
col sato sacrificio della messa, vediamo nella sua presentazione,
un’ immagine dell’offertorio, mentre la morte in croce
sarà la sanguinosa elevazione e la consacrazione, che diviene
un’oblazione volontaria di tutti i fedeli. Oggi maria porta
l’offerta per la purificazione; ogni madre doveva, dopo la
nascita di un figlio, sottostare alla purificazione legale, poiché
il salmo 50 ha valore per tutti :” Fui concepito nell’iniquità,
e nel peccato mi concepì mia madre”. Ma maria non era
tenuta a questa prescrizione, perché essa era la vergine
purissima e il figlio suo l’agnello immacolato, ma maria si
sottopose lo stesso alla purificazione. Ad imitazione di quello
che fece maria, noi cristiani abbiamo un uso assai bello, che però
va purtroppo scomparendo : Appena una madre può uscire di
casa, dopo la nascita del figlio, il suo primo cammino è
verso la chiesa, per ringraziare del parto felice, e della sua incolumità.
Il sacerdote da una speciale benedizione (Mulieris post partum)
che non è una purificazione, essa ci richiama all’atto
di umiltà di maria. Per questo la madre si ferma alla porta
della chiesa e attende di essere condotta all’altare dal sacerdote.
Commovente e bella è la figura del vecchio Simeone, egli
ha aspettato per tutta la sua vita con desiderio ardente e adora
il figlio di Dio. Egli ha visto il salvatore, e perciò canta
pieno di gratitudine il suo canto estremo della sua vita : “
Ora dimetti o signore, pure il tuo servo, poiché gli occhi
del mio spirito hanno visto oggi e nella mia vita passata, il salvatore
Gesù Cristo”. Anch’io appartengo alla schiera
degli eletti, egli è la mia salvezza, il mio redentore, la
mia luce che rischiara le tenebre della mia mente e del mio cuore,
è la mia gloria e la ricompensa eterna. Noi potessimo chiudere
ogni giornata con questi pensieri e sentimenti. Certamente non vi
può essere preghiera di lode più bella di questa da
innalzare a Dio quando scende la notte.