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2 FEBBRAIO LA PURIFICAZIONE DI MARIA
Ultima festa del tempo natalizio
(doppio di II Classe)

di Maurizio Melis
2 Febbraio 2007
La Candelora
PREMESSA
La purificazione di Maria è la festa che chiude il ciclo di natale. I pensieri di questa festa segnano un vero passaggio dal natale alla pasqua. Ancora vediamo il bambinello tra le braccia della madre, ma essa lo offre per essere sacrificato.

LA FESTA
La chiesa canta : “ Oggi la beatissima Vergine Maria presentò Gesù nel tempio; e Simeone, ripieno di spirito santo, lo prese tra le sue braccia e benedisse Dio in eterno” (II vespri). La festa viene celebrata esattamente 40 giorni dopo natale. La chiesa romana celebra di preferenza le sue feste secondo la cronologia della sacra scrittura. La festa di oggi è in primo luogo una festa del Signore, secondariamente della madonna. Dobbiamo inserirla nella serie delle più grandi feste natalizie. Natale, Epifania, Purificazione, sono i punti culminanti del ciclo invernale. In questa festa meglio che nelle altre possiamo notare un progresso, tanto nel simbolo della luce, quanto nella partecipazione della umanità alla rivelazione di Dio. A natale “ La luce splendè tra le tenebre” e solo pochi sono coloro che l’accolgono. All’epifania brilla la luce sopra la chiesa “ e la gloria del signore s’è levata sopra Gerusalemme”, dalle tenebre alla città della luce. Oggi nella festa della purificazione di maria, la luce è nelle nostre mani e noi la portiamo in processione e alla messa. Il concetto della luce è parte integrante della liturgia odierna. La chiesa muove come una sposa ad incontrare il signore e “ piena d’ardente desiderio, ricevere la misericordia tra le sue braccia”. E questa elevazione progressiva che conferisce tanta bellezza a questa festa, perciò cantiamo : “ Adorna la camera nuziale, o sion, e accogli il Re Cristo; accogli maria la porta del cielo, perché essa tiene nelle sue braccia il Re della gloria, la nuova luce. La vergine si ferma presentando il figlio, generato prima della stella del mattino”. “ Simeone lo prende fra le sue braccia e annunzia alle genti, che egli è il signore della vita e della morte, il salvatore del mondo”. (responsorio alla processione)
I Greci definiscono assai bene questa festa col nome di Hypapante, incontro, infatti l’umanità incontra il signore in chiesa. L’invitatorio di mattutino esprime il pensiero di questa festa : Ecco viene al suo tempio il dominatore, il signore; sion vieni ad incontrare il tuo Dio, ripiena di gioia e di giubilo. Ancora durante la messa cantiamo il salmo 48, abbiamo ricevuto la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Oggi la liturgia si intrattiene volentieri con il vecchio Simeone, una figura nobile. Altro elemento molto importante e la festa delle luci, essa significa Cristo e la vita divina in noi. Prendiamo le parole del vecchio Simeone : Luce che illumina le genti, così si celebra una vera festa delle luci. Oggi la santa madre chiesa benedice le candele, che adopera per uso liturgico e le pone anche nelle mani dei fedeli cristiani. Esse vanno conservate con cura e devono essere accese durante la preghiera, durante i temporali e nel momento del pericolo e specialmente nella comunione dei malati e nell’amministrazione dell’estrema unzione. Ma le candele ci ricordano il nostro battesimo, quali figli di Dio, e del comune sacerdozio dei fedeli. Quando la riceviamo riportiamo il nostro pensiero al Battesimo. Come è bello oggi il simbolo della luce, riceviamo la candela benedetta. Che significa questa candela ?
La candela significa Cristo e la vita divina. Noi portiamo oggi in processione il cero acceso, simbolo della vita cristiana e Cristo in noi. Con la candela accesa entriamo in chiesa, la chiesa di Dio simboleggia il cielo; così passiamo con Cristo, attraverso la vita diretti al cielo. Altamente significativo che oggi durante la messa i fedeli tengano le candele accese. Oggi la chiesa sembra dirci : dovreste portare le candele sempre accese in ogni messa, per noi ci sono gli accoliti che portano i candelabri, oggi siamo chiamati a compiere questo servizio del comune sacerdozio. Ed ecco che la messa di questa festa è proprio una messa di luce.

DALLA MESSA.
La benedizione delle candele e la processione il colore viola e “ L’exsurge”, come nelle rogazioni, ci fanno impressione. Come Simeone, noi tendiamo le braccia per ricevere il figlio di Dio (intr. Grad.). Nella messa (dei catec.) incontriamo la parola dell’uomo e la parola di Dio. Nel sacrificio, il pane dell’uomo è il pane di Dio. L’epistola, del profeta Malachia, dice che Cristo apparirà nel tempio, e nel vangelo vediamo avverarsi la profezia, essa si compie nel modo più alto nel S. Sacrificio, allorché il dominatore messaggero dell’alleanza apparirà sull’altare. Gesù viene come Re della nuova luce, risplendente, che nessun occhio mortale può fissarsi in lui. All’offertorio andiamo all’altare con maria, che offre le tortorelle, e il figlio di Dio; nella comunione possiamo rassomigliarci al vecchio Simeone, che potè vedere l’unto del signore. La casa di Dio è oggi il tempio di Gerusalemme, dove Cristo appare nel sacrificio.

PENSIERI SULLA FESTA.
Oggi si sono adempite le predizioni dei profeti, che annunziarono che il tempio di Gerusalemme avrebbe avuto il grande onore di vedervi apparire e rivelarsi il Salvatore. Questo pensiero domina la maggior parte della messa. Oggi nel tempio, e presentato e offerto al padre, secondo la legge. Paragonando la vita del Salvatore Gesù col sato sacrificio della messa, vediamo nella sua presentazione, un’ immagine dell’offertorio, mentre la morte in croce sarà la sanguinosa elevazione e la consacrazione, che diviene un’oblazione volontaria di tutti i fedeli. Oggi maria porta l’offerta per la purificazione; ogni madre doveva, dopo la nascita di un figlio, sottostare alla purificazione legale, poiché il salmo 50 ha valore per tutti :” Fui concepito nell’iniquità, e nel peccato mi concepì mia madre”. Ma maria non era tenuta a questa prescrizione, perché essa era la vergine purissima e il figlio suo l’agnello immacolato, ma maria si sottopose lo stesso alla purificazione. Ad imitazione di quello che fece maria, noi cristiani abbiamo un uso assai bello, che però va purtroppo scomparendo : Appena una madre può uscire di casa, dopo la nascita del figlio, il suo primo cammino è verso la chiesa, per ringraziare del parto felice, e della sua incolumità. Il sacerdote da una speciale benedizione (Mulieris post partum) che non è una purificazione, essa ci richiama all’atto di umiltà di maria. Per questo la madre si ferma alla porta della chiesa e attende di essere condotta all’altare dal sacerdote. Commovente e bella è la figura del vecchio Simeone, egli ha aspettato per tutta la sua vita con desiderio ardente e adora il figlio di Dio. Egli ha visto il salvatore, e perciò canta pieno di gratitudine il suo canto estremo della sua vita : “ Ora dimetti o signore, pure il tuo servo, poiché gli occhi del mio spirito hanno visto oggi e nella mia vita passata, il salvatore Gesù Cristo”. Anch’io appartengo alla schiera degli eletti, egli è la mia salvezza, il mio redentore, la mia luce che rischiara le tenebre della mia mente e del mio cuore, è la mia gloria e la ricompensa eterna. Noi potessimo chiudere ogni giornata con questi pensieri e sentimenti. Certamente non vi può essere preghiera di lode più bella di questa da innalzare a Dio quando scende la notte.

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