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| di
Maurizio Melis
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“Tradidi
Quod et Accepi” |
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PROLOGO Gesù Cristo fondatore della Chiesa |
Quando
la pienezza dei tempi fù giunta, Dio mandò il suo figlio
nato di una donna, affinchè noi divenissimo suoi figli adottivi
(Gal.IV, 4, 5). Il Verbo si è fatto carne, per redimere gli
uomini dal peccato e aprire le porte del cielo, egli ha fondato la
chiesa, a cui ha affidato la missione e i mezzi per santificare. Gesù
Cristo mette fine all’antico testamento e fonda il nuovo, testamento
dell’amore. |
Quando
la pienezza dei tempi fù giunta, Dio mandò il suo figlio
nato di una donna, affinchè noi divenissimo suoi figli adottivi
(Gal.IV, 4, 5). Il Verbo si è fatto carne, per redimere gli
uomini dal peccato e aprire le porte del cielo, egli ha fondato la
chiesa, a cui ha affidato la missione e i mezzi per santificare. Gesù
Cristo mette fine all’antico testamento e fonda il nuovo,
testamento dell’amore. |
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Quando
è nato Nostro Signore Gesù Cristo ? Un mio caro amico, mi confidava un giorno lo sgomento da lui subito quando sentì affermare che Gesù Cristo non è nato il 25 Dicembre. Temo che un simile smarrimento spirituale, in questo secolo, non sia né unico né raro. Forse anche altri, pochi o molti, sono convinti che il 25 Dicembre, i cristiani celebrano l’anniversario della nascita di Gesù Cristo così come in una famiglia si celebra il compleanno d’un figlio con la torta ornata di candeline fiammanti. Eppure non è così. I Vangeli sono, in genere, assai poveri (risparmiano) di precisazioni di date. Solo qualche cenno, sempre in funzione dello scopo per cui furono redatti. Gli Evangelisti volevano trasmettere un messaggio, annunziare la “Parola” predicare la Buona Novella. Infatti la determinazione del tempo doveva apparire accessoria e anche forse superflua, a meno che non fosse parte integrante del messaggio, com’è il caso, della Pasqua, durante la quale venne immolato Cristo, L’ “Agnello di Dio”. Questa considerazione aiuta a capire perché gli evangelisti si siano curati poco a indicarci con precisione la nascita di Gesù. L’indicazione dell’evangelista Luca dove “ dei pastori pernottavano alla campagna e vegliavano di notte alla guardia del loro gregge” (2,8), quindi si potrebbe dedurre che la stagione in cui nacque Gesù non era forse quella invernale, generalmente d’inverno i pastori non vegliano di notte in campagna. Infatti eliminando la neve il freddo dal paesaggio di natale, lo si spoglia di una buona parte di quella poesia, che ci commosse da bambini. Ma spero che i pochi che leggeranno queste righe, non siano più bambini, ma adulti in un mondo divenuto adulto. Quanto dunque alla data delle nascita di Gesù i vangeli non ci autorizzano a fare supposizioni più precise ed esatte, ci dobbiamo rassegnre alla volontà. Ignoriamo e forse ignoreremo sempre la data di nascita del nostro unico Re Gesù Cristo. |
L’ANTICA
O PRIMITIVA FESTA DI NATALE |
Malgrado
questa inesattezza circa la data di nascita e grazie ancora a una
ampia libertà nella disciplina liturgica del tempo, noi vediamo
che, già fin dal II° secolo, in molte comunità cristiane
d’Oriente, Egitto, la Siria, la Palestina, si cominciò
a festeggiare il natale in modo molto gioioso. Ma quella festa natalizia
non veniva celebrata il 25 Dicembre, ma bensì il 5-6 Gennaio.
Senza entrare in molti particolari di storia o di liturgia ci limitiamo
a dire che la scelta di quella data sembra sia stata suggerita da
una logica astronomica-simbolica, per necessità ambientali
e pastorali, vale a dire da un adattamento, che è sempre stato
una caratteristica del cristianesimo nel suo propagarsi in mezzo ai
popoli di abitudini diverse. Per i cristiani la manifestazione suprema e specifica di Dio si era avuta con la nascita di Gesù, come pure nella solenne proclamazione quale “Figlio Diletto”, al momento del battesimo e anche nel compimento del primo miracolo alle nozze di Cana. Ciò spiega perché il 6 gennaio, insieme alla nascita di Cristo vengono commemorati anche il suo battesimo ed il miracolo di cana, a cui si aggiunse il ricordo della manifestazione di Gesù Bambino ai Magi. E’ comunque storicamente provato che prima di festeggiare il natale 25 dicembre, la nascita di Cristo era commemorata in oriente e poi a Roma nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Alla base di quella festa, più che il ricordo d’una data cronologicamente esatta, vi era una precisa realtà religiosa, una profonda professione di fede nella manifestazione del Dio unico e supremo in Gesù Cristo suo figlio diletto. |
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IL
25 DICEMBRE |
| Ma
dove, e perché la festa della natività di Gesù,
fù divisa da quella dell’Epifania venne fissata una nuova
data, quella del 25 Dicembre ?
La festa plurima, nascita di Gesù, battesimo, primo miracolo, ebbe origine, nelle comunità cristiane del vicino oriente. Nel corso del III° secolo Roma e l’occidente imitarono le chiese orientali trapiantando la festa del 6 gennaio. Altra ipotesi sostenuta da vari studiosi verso la fine del 1889, e in tempi più recenti, ricollegata alla scelta del 25 dicembre a ragioni identeche a quelle che, in oriente, avevano dato origine alla festa del 6 gennaio. A questo riguardo ebbe parte la presenza dell’impero romano, in seno alla religione diffusa di mitra, di un culto solare, la cui festività veniva celebrata il 25 dicembre, giorno del “Solstizio”. Fin da un epoca precedente all’introduzione del culto di mitra, gli imperatori romani avevano innalzato templi al “sole invitto”. Nel III° secolo era celebrato come un giorno solenne e pomposo il 25 dicembre in onore di questo Dio, che riprendeva nuovamente lo slancio della sua corsa, venivano accesi grandi fuochi, destinati ad aiutare l’ascesa dell’sole all’orizonte. Si è già ricordato come il rapporto tra l’astro solare e Cristo, luce del mondo, era un motivo caro agli antichi, come testimoniano alcuni inni. Eccone uno: “ O notte, o tenebre, o nubi, che riempite il mondo di confusione e di torbidezze: Via allontanatevi ! si rischiara l’orizzonte, entra la luce, arriva Cristo ! Si squarcia la caligine che avvolge la terra, percorsa dal raggio del sole, riprendono colore le cose, all’apparire dello splendido astro. Solo te, o Cristo, noi conosciamo ! Solo te, con mente pura e semplice, in pianti e canti invochiamo ! Accogli le nostre suppliche ! – Vi sono molte cose poco chiare, che la tua luce purifica. – Tu vero astro del cielo, illuminaci con la tua serena luce ! (dal breviario romano, mercoledi delle lodi). Si comprende perché la chiesa di roma si sia adoperata in modo del tutto speciale nell’introdurre la propria festa della luce, di Gesù Bambino, che nelle parole del vegliardo Simeone e salutato “ Luce che illumina le genti”, tutto in opposizione del culto pagano della natura. Questa ipotesi è oggi comunemente preferita dagli studiosi. Le autorità ecclesiastiche, volendo sostituire una festa cristiana alla festa solare pagana del 25 dicembre, una ragione in più per scegliere quel giorno e destinerlo alla celebrazione della nascita di Cristo. Dopo la decisione di roma la nuova festa si diffuse nel giro di qualche secolo in tutta la chiesa d’occidente e in oriente. Citiamo le parole antiche ma sempre vive di san Leone Magno : “ Rallegriamoci fratelli carissimi, perché oggi è nato il nostro Salvatore ! non c’è spazio per la tristezza, nel giorno in cui è nata la vita. Rallegriamoci nel signore, ed esultiamo di gioia spirituale, poiché e sorto il giorno nuovo della redenzione, giorno da lungo tempo predisposto, giorno che apre alla felicità eterna”. Più che il ricordo cronologicamente esatto di un evento storico, il nostro natale, come ogni festa cristiana, commemora e celebra un avvenimento salvifico, il ricordo di uno specifico intervento di Dio, che ama e salva, nella storia e nella vita dell’uomo. La festa cristiana è una professione di fede, un invito ad elevarsi sopra la routine della vita di ogni giorno a realtà superiori, conforme alla parola che Cristo disse al maligno : “Non di Solo Pane Vive l’Uomo”. 13.Dicembre.2006 Santa Lucia
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