Non
Ci sarà Più La Morte”
L’incruento Sacrificio dell’Altare, poiché per
natura in nulla si differenzia dal sacrificio della Croce, esso
porta gloria agli abitanti del cielo e giova come rimedio di salvezza
a coloro che si trovano nelle miserie di questa vita, ma vale tantissimo
per il riscatto delle anime dei fedeli che riposano in Cristo.
Questa è una perpetua e costante dottrina della Santa Chiesa.
Nei secoli portò grande conforto a tutti i cristiani e suscitò
nelle persone viva ammirazione per l’infinita carità
di Cristo.
Questo è fondato dalle più antiche liturgie sia latina
che orientale, negli scritti dei Santi Padri e in decreti degli
antichi sinodi.
Il Concilio Ecumenico Tridentino, con
solenne definizione propose ed insegnò che: “ le anime
trattenute nel Purgatorio vengono aiutate dai suffragi dei fedeli
specialmente con il sacrificio dell’Altare, a Dio gradito”,
e colpì di scomunica quanti affermassero che il sacrificio
non
deve essere offerto “ per i vivi e per i defunti, per i peccati,
per le pene, per le soddisfazioni e per le necessità”.
La santa Madre Chiesa non ha mai seguito un comportamento diverso
da questo, in nessun tempo ha mai cessato di esortare intensamente
i fedeli cristiani a non lasciar che le anime dei defunti venissero
private degli aiuti spirituali che sgorgano dalla messa. Il santo
padre Benedetto XV° di venerata memoria decretò con la
lettera apostolica “Incruentum Altaris” in data 10 Agosto
1915 quanto segue in linea di massima:
Nel giorno della solenne commemorazione di tutti i fedeli defunti,
in tutta la chiesa sia lecito ai sacerdoti celebrare tre messe,
a condizione che una delle tre sia applicata a libera scelta, con
possibilità di ricerverne l’offerta, la seconda, senza
alcuna offerta, sia dedicata a tutti i fedeli defunti, la terza
secondo l’intenzione del sommo pontefice. Che tutti gli altari
nel giorno della commemorazione fossero privilegiati. E ancora,
siamo certi che tutti i sacerdoti cattolici, sebbene nel giorno
della solenne commemorazione dei fedeli defunti possono celebrare
una sola volta, vorranno volentieri e con zelo utilizzare l’importante
privilegio che abbiamo loro concesso. Esortiamo vivamente tutti
i figli della chiesa affinchè, memori dei numerosi obblighi
che hanno verso i fratelli che sono fra le fiamme del purgatorio,
in questo giorno intervengano con somma fede alle sacre funzioni.
Così, in futuro, grazie ad una grande onda salutifera che
penetra in purgatorio da tanti benefici suffragi, moltissime anime
di defunti potranno essere felicemente associate ai celesti beati
della chiesa trionfante.
|
|
Tutto
il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, come una stilla
di rugiada mattutina caduta sulla terra. Hai compassione di tutti,
perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini,
in vista del pentimento, poiché tu ami tutte le cose esistenti
e nulla disprezzi di quanto hai creato. Per questo tu castighi poco
alla volta i colpevoli, e gli ammonisci ricordando loro i propri
peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in
tè Signore (Sap. 11,22-12,2).
Oggi la chiesa celebra la Commemorazione dei Fedeli Defunti. Le
sopracitate parole del libro della sapienza, possono aiutare ciascuno
di noi a vivere questo incontro con l’eternità che
portano in se questi due primi giorni di novembre. Le parole ci
accompagnano durante la visita ai cimiteri, quando ci fermeremo
presso le tombe dei nostri defunti, vicini o lontani, conosciuti
o sconosciuti, “poiché il tuo spirito incorruttibile
è in tutte le cose” (Sap.12,1). Che queste visite ai
defunti, questi incontri con loro, siano rafforzati, nei nostri
cuori dalla speranza che “è piena di immortalità”
(Sap. 3,4).
Il giorno dei defunti è un giorno particolare per le famiglie.
Esse si dirigono, in questo giorno, nei luoghi dove riposano i loro
defunti più vicini e più cari, si incontrano nel silenzio,
nella preghiera, nella meditazione, presso le loro tombe. Rivivono
ricordi gioiosi e dolorosi, anche le lacrime cominciano a scorrere
sul viso, così grande è il senso della vicinanza,
nonostante la morte, così grande è la commozione.
Appartengono
alla famiglia, famiglia della chiesa, che sono dipartiti. Nel giorno
della commemorazione dei defunti oltrepassiamo, in un certo senso,
i limiti della loro assenza, il cui segno è la Tomba
Fredda, e ci uniamo con loro nella fede che ci conduce
al Padre, “Signore, tutto tu puoi, e tu ami tutte le cose
che hai creato” (Sap.11,23-24). Tu ami l’uomo che hai
creato, e lo hai redento mediante il sangue del tuo unico figlio
e nostro unico Re Gesù Cristo.

Eliminerà
la morte per sempre, il Signore Dio asciugherà le lacrime
su ogni volto, facciamo nostre queste altre parole, e la parola
di Dio penetri il nostro cuore, mentre stiamo presso la tomba dei
nostri cari, in attesa della risurrezione finale. Ancora “eliminerà
la morte per sempre”. Ci viene assicurato che verrà
il tempo in cui la morte verrà eliminata, sarà una
vita diversa, infatti “Il Signore asciugherà le lacrime
su ogni volto, mostrandoci una prospettiva di vita diversa da quella
attuale”.
|
AVVISI
DELLA SACRA APOSTOLICA PENITENZIERIA
Dal mezzogiorno del 1° Novembre a tutto il 2 Novembre si può
lucrare, una sola volta, l’indulgenza plenaria, applicabile
soltanto ai defunti, visitando in loro suffragio una chiesa
o un oratorio pubblico. Durante la visita si preghino il Padre nostro
e il Credo.
Si
devono inoltre adempire a suo tempo le solite tre condizioni:
- Confessione sacramentale
- Comunione eucaristica
- Preghiera secondo le intenzione del Sommo Pontefice
Dal 1° all’8 Novembre i fedeli che visitano il cimitero
e pregano per i defunti, possono lucrare, una sola volta al giorno,
l’indulgenza plenaria applicabile soltanto ai defunti, alle
stesse condizioni di cui sopra.
Aggius 2 Novembre 2006 Commemorazione dei fedeli defunti |