Martino Malu

Nacque ad Aggius intorno al 1776. Suo padre Vittorio, pastore e proprietario di uno stazzo nella cussorgia aggese di Vignola, non riuscì mai a farlo lavorare in campagna. Tutte le volte che gli affidava il gregge, Martino imbracciava lo schioppo e se ne andava a caccia o a sparare contro bersagli improvvisati. Allontanato coattivamente dalla famiglia appena maggiorenne e poco dopo la morte del padre, cominciò ad errare nelle cussorge della Gallura per procurarsi cibo e denaro. Le vivande gli venivano offerte da pastori amici, mentre il denaro lo rubava o lo otteneva contrabbandando bestiame. Venne arrestato per la prima volta dai dragoni, proprio mentre cavalcava allegramente un puledro appena rubato. Dopo alcuni anni di galera tornò in libertà e si dedicò esclusivamente all’abigeato; e più tardi agli omicidi, che eseguiva di solito su commissione e a pagamento. Ricercato per diversi assassini, si diede alla macchia rifugiandosi nelle campagne vicine ad Aggius. La mattina del 15 settembre 1801, in località  La Strinta di Santu Bastianu, a qualche chilometro dal centro abitato aggese, uccise a schioppettate Ignazio Serra, suo compaesano. Martino Malu si era appostato un’ora prima “dietro la siepe della vigna di Paolo Carbini”. Processato in contumacia dal Regio Consiglio il 15 novembre 1804, venne condannato a morte secondo la consueta formula:”…ad essere pubblicamente appiccato per la gola”.

G.F.RICCI
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